PARROCCHIA
SANT’ANDREA APOSTOLO
TORTOLI’
ORARI SANTA MESSA
FESTIVI: 07.30 -- 10.00 -- 18.00
FERIALI: 18.00
Domenica 7 Giugno 2026
Corpus Domini
LA MIA CARNE E' VERO CIBO E IL MIO SANGUE VERA BEVANDA
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà
in eterno e il pane che io darò è
la mia carne per la vita del mondo»
Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa, corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!”. Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito. Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù, divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui. Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
Don Piero
PREGHIAMO
Dio Santo,
che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
saziaci alla mensa
della Parola e
del Corpo e Sangue di Cristo,
perché nella comunione
con te e con i fratelli
camminiamo verso il convito del tuo regno.
Amen!
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MESE di GIUGNO dedicato al
Sacro CUORE di CRISTO GESÙ
Tutti i giorni alle 17.15
SANTO ROSARIO e Coroncina al Sacro Cuore
Il
Cuore di Gesù Cristo! Formato dai fuochi della Carità e dai gigli della Purissima! Se gli uomini sapessero capire ciò che è il Cuore di Cristo!
Santo, tre volte santo Cuore del Cristo, raggiante Sole in cui si affissano tutte le luci del Cielo, glorificazione della materia che ha meritato di condividere la gloria dell’anima perché nella Carità, nella Fortezza, Giustizia, Temperanza e nell’Ubbidienza ha raggiunto la Perfezione. Perché, ricordatelo tutti, o figli carissimi della Sapienza, il Cristo era Carne ed Anima come ogni uomo e, per un decreto imperscrutabile, benché senza macchia, dovette conoscere tentazione. Era l’Uomo. Era l’Adamo novello. Doveva mostrare come avrebbe dovuto agire il primo per possedere la gloria senza aver conosciuto il tormento, e come era possibile avere gloria senza avere tormento solo col fare eroicamente la volontà del Creatore. E il Cristo ha mostrato questo. E poi ha sofferto ed è morto per riparare a ciò che Adamo aveva commesso. E tutto – ubbidienza, resistenza alle tentazioni, buona volontà, generosità, perdono, sapienza, sacrificio – sono scaturiti dal Cuore che ora palpita in Cielo, e per noi, per me, per tutti coloro che hanno compreso l’Amore.
Dio è Carità. Il Cuore di Gesù-Dio è il trono della Carità-Dio.
Corpo, mente ed anima.
Così i riti liturgici ci salvano dalla frenesia
I riti della liturgia cristiana offrono l'occasione di interrompere le
«attività frenetiche» dentro cui siamo immersi, «riconducendoci all’essenziale». Scopriamo così «un’altra dimensione dell’agire, non guidata da calcoli produttivi, e un’altra esperienza del tempo
e dello spazio». Fuori dall'urgenza del "produrre" e dalla pressione dell'efficienza, insomma, il rito mette al centro «una logica di gratuità». E, secondo Leone XIV, è proprio qui il senso più
profondo della liturgia, I riti della liturgia cristiana, ha spiegato il Papa, «non sono un rivestimento esteriore del mistero sacramentale, un insieme di cerimonie arbitrarie, ma sono la
mediazione ecclesiale attraverso cui il dono divino ci raggiunge». Il rito, ha aggiunto, «dà forma all’azione liturgica e, attraverso di essa, alla nostra vita, generando in noi una sensibilità
spirituale che ci rende capaci di gustare la presenza di Dio per mezzo di Gesù Cristo». Questa dinamica, però, richiede che «non restiamo estranei o muti spettatori rispetto alla liturgia», ma
che «vi partecipiamo con tutto noi stessi – corpo, mente e cuore –, in obbedienza al comando del Signore». La grammatica del rito, ha poi aggiunto il Papa, «è intessuta dei segni e dei simboli
propri della liturgia». “Segno” e “simbolo”, però, sono termini spesso usati come sinonimi: «In realtà - ha specificato Leone XIV -, un segno è simbolico quando è capace di rimandare non solo a
un’idea, ma a un intero sistema di significati e di valori». Inoltre, «i simboli hanno essenzialmente un carattere pratico, essendo anzitutto azioni: più semplici e comuni, come l’inginocchiarsi
e darsi la pace, o più impegnative, come gli atti costitutivi di ogni Sacramento». Soprattutto, i simboli hanno «una singolare dimensione performativa e trasformante, sia verso gli elementi
materiali che li compongono, sia verso coloro che vi entrano in contatto, generando appartenenza, toccando il cuore e la mente, suscitando autentiche relazioni ecclesiali».
A cura di Marco Ladu
CORPUS DOMINI
Domenica 7 Giugno
Ore 18.00 in S. Andrea
Santa Messa Solenne
con la “Corale Sant’Andrea”
Al termine della S. Messa processione per le vie della città con il seguente itinerario: Chiesa Parrocchiale S. Andrea, via Salvatore Locci, via Mameli, Corso Umberto, via Nino Bixio, via Iosto, via Amsicora, Chiesa Parrocchiale S. Andrea.
Lungo il percorso saranno allestite delle cappelle per onorare Gesù
Nota di Redazione
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