PARROCCHIA
SANT’ANDREA APOSTOLO
TORTOLI’
ORARI SANTA MESSA
FESTIVI: 07.30 -- 10.00 -- 18.00
FERIALI: 18.00
Domenica 21 Giugno 2026
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo
Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto.
Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio
voi annunciatelo dalle terrazze
Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.
Don Piero
PREGHIAMO
Padre Santo,
che affidi alla nostra debolezza
l'annuncio profetico
della tua parola, liberaci
da ogni paura, perché
non ci vergogniamo mai
della nostra fede,
ma confessiamo con franchezza
il tuo nome davanti agli uomini.
Amen!
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Giornata per la carità del Papa
Domenica 28 Giugno 2026
TI ABBIAMO VOLUTO E TI VOGLIAMO BENE
Dopo giorni di trambusto, tristezza, sconforto stupore. Dopo che il cuore si è fermato e la mente si è imbattuta in mille pensieri, è arrivato il momento di fare un po' di Ordine. Prima di tutto
realizzare e capire che una colonna della nostra associazione ci ha lasciato, in silenzio senza dare alcun fastidio, come era il suo modo di vivere. Luciana era ed è una presenza che con la sua
vita ha incarnato i valori dell'Azione Cattolica in pienezza, viveva il Vangelo nel quotidiano, senza se e senza ma. Non possiamo negare che non avesse un carattere forte, spigoloso a volte
"antipatico" per chi non la conosceva bene, ma alla fine sapeva donarsi e donare con il suo grande cuore. Non posso scordare la passione che ci metteva nell'organizzare, proporre spendendosi in
prima persona nel cercare, nel coinvolgere sempre con il suo piglio deciso e con il suo parlare schietto. Affiorano i ricordi, dei campi, delle feste del Ciao, dei consigli parrocchiali, delle
feste di carnevale, delle fiere del dolce, delle giornate del primo maggio, delle gite parrocchiali, le Celebrazioni a Roma delle preparazioni delle comunioni, delle Novene, delle Via Crucis, dei
rosari e cosi via, lei sempre presente ed in prima linea. Luciana aveva sempre una parola da dirti, aveva sempre un rimprovero ed un consiglio da darti, allo stesso tempo ti infondeva
quell'entusiasmo e quella forza che solo una profonda Fede ispirano. Nonostante i lutti che anche lei ha dovuto affrontare, quando è capitato a qualcuno di noi lei era sempre presente con una
parola di conforto. Teneva particolarmente all'Azione Cattolica della quale era figlia, ma per la quale è stata Madre per intere generazioni. Aveva una forte dedizione per la Casa di Dio,
addobbi, fiori e pulizie, facendo della frase "lo zelo per la Tua casa mi divora" una ragione di vita. Ci mancherai Sig.na Luciana, mi mancherai come socia, come amica ma come persona che ha
saputo infondere in me l'amore per la Chiesa e per i fratelli. Noi professiamo che Gesù è veramente risorto, con il canto del “Risorgerò” ho capito che tu ha vissuto pienamente per questa
Verità. Hai combattuto la Buona Battaglia ed hai conservato la Fede. Grazie per ogni momento della tua vita donata, grazie per esserci stata, porteremo sempre con noi il nostro ricordo e ci
mancherà anche discutere con te. Ti abbiamo voluto e ti vogliamo bene.
Marco Ladu
MESE di GIUGNO dedicato al
Sacro CUORE di CRISTO GESÙ
Tutti i giorni alle 17.15
SANTO ROSARIO e Coroncina al Sacro Cuore
"DOLCE CUOR DEL MIO GESÙ,
FA CHE TI AMI SEMPRE PIÙ"
I POVERI SONO LE PRIME VITTIME DEI CORROTTI E DEI PREPOTENTI
Papa Leone XIV non ha dubbi: la povertà aumenta anche a causa dell'odierna perdita del senso della trascendenza. Una perdita che non ha la forma della negazione dell'esistenza di Dio, ma che si manifesta nella mancanza di considerazione «della sua bontà e misericordia per la costruzione della giustizia personale e sociale». Ignorare il volto amorevole di Dio, come riferimento nelle scelte personali, sociali e politiche, infatti, «pone le persone non più una accanto all’altra nel rispetto reciproco, ma una sopra l’altra nel segno del dominio e della sopraffazione». E di questa dinamica i primi a farne le spese sono proprio gli ultimi, i poveri, gli emarginati. Il monito del Pontefice arriva dal Messaggio per la decima Giornata mondiale del povero che si celebrerà il prossimo 15 novembre e che ha come tema "Il Signore è il rifugio del povero", tratta da un versetto del Salmo 14. I poveri dei nostri giorni, continua il Papa, «sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane». A loro resta davvero il rifugio promesso da Dio e da qui l'auspicio: «Possano costoro incontrare il Figlio di Dio, che a tutti si fa prossimo senza trascurare nessuno». Un incontro che dovrebbe avvenire prima di tutto «in coloro che si dicono cristiani». E in questo incontro, auspica ancora il Pontefice, appaia chiaro che «all’ossessione di quanti accumulano ricchezze solo per sé, si oppone l’ostinazione di Dio che, nella testimonianza di persone in carne e ossa, apre il cuore e accoglie nel suo amore». La Chiesa, per sua stessa natura, è chiamata ad essere povera e rifugio per i poveri». E la Giornata mondiale, per la comunità cristiana, deve essere anche occasione per farsi un esame di coscienza e porsi alcuni precisi interrogativi: «Siamo segno di un Dio che è rifugio per i poveri? Abbiamo coscienza della nostra povertà e la preferiamo all’ingiusta ricchezza? Arriviamo là dove si trovano i poveri, sperimentando la loro marginalità? Ne ascoltiamo i pensieri e ne condividiamo le attese? Ne pronunciamo nomi con tenerezza divina? La nostra carità riattiva e sostiene in loro il desiderio di giustizia e di riscatto?».
A cura di Marco Ladu
Ma... le nostre campane?...
Continueranno a suonare!
Le campane delle chiese hanno un ruolo antico e simbolico: rappresentano la voce di Dio sulla Terra, chiamano i fedeli alla preghiera, segnano le ore del giorno e ricordano la presenza divina nella vita quotidiana.
Nota di Redazione
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